Dal 25 settembre al 4 ottobre 2026 il borgo medievale di Gandino in Val Seriana (Bg) si trasforma in capitale del gusto e delle tradizioni con la diciannovesima edizione de “I Giorni del Melgotto”, organizzati dalla Comunità del Mais Spinato di Gandino.
La manifestazione, nata per valorizzare l’antica varietà che per prima giunse in Lombardia nel 1632, propone due fine settimana con pranzi e cene a tema, eventi culturali e spettacoli musicali.
L’iniziativa si inserisce nel progetto “Territori in Luce…tra artigianato, tradizioni popolari e devozioni”, coordinato da Promoserio e sostenuto da Regione Lombardia attraverso il bando Lombardia Style 2026. Il territorio de Le Cinque terre della Val Gandino (Gandino, Leffe, Casnigo, Cazzano Sant’Andrea e Peia) è riconosciuto come zona coltiva certificata De.C.O. (Denominazione Comunale d’Origine) a tutela della filiera del Mais Spinato.
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Il Mais Spinato di Gandino è una varietà altamente qualitativa ed organoletticamente pregiata della famiglia dei mais vitrei o semivitrei. Uno studio di Filippo Lussana, tuttora conservato nella Biblioteca Angelo Maj di Bergamo, certifica la coltivazione a Gandino, in località Clusven, nel 1632, nei terreni della famiglia Giovanelli, ricchi mercanti di pannilana di cui la Valle è da secoli produttrice.
Dal 2007 un progetto di rivalutazione locale in collaborazione con il Crea – Unità di Maiscoltura del Ministero dell’Agricoltura (a Bergamo dal 1926) sono rinate le coltivazioni, tutelate dalla De.C.O. (Denominazione Comunale d’Origine). I semi originali sono stati isolati nella Cascina Parecia, grazie ad un’antica pannocchia. Il Mais Spinato è tutelato come varietà agricola da conservazione ed i suoi semi sono conservarti nel Global Seed Vault, il deposito mondiale dei semi da salvare creato sotto i ghiacci delle isole Svalbard in Norvegia. Ad Expo Milano 2015 la Comunità del Mais Spinato di Gandino ha rappresentato l’Italia al Cluster Cereali e Tuberi. Dal 2016 il Mais Spinato di Gandino accompagna le degustazioni del Vino Brunello di Montalcino e nel 2017 ha connotato a Bergamo il tavolo del G7 Mondiale dell’Agricoltura.
“I Giorni del Melgotto – sottolinea Angelo Savoldelli, presidente della Comunità – non sono una semplice sagra, ma vogliono garantire un’esperienza immersiva nel contesto territoriale della Val Gandino, raccontandone tradizione e innovazione attraverso i prodotti di una filiera che negli anni ci ha visto protagonisti anche in contesti internazionali come Expo 2015. La Comunità del Mais Spinato di Gandino è sin dalle origini fra i promotori del manifesto Slow Mays, nato nell’ambito di Slow Food e firmato a Gandino nel 2023. Riunisce agricoltori custodi di varietà locali a impollinazione libera, sentinelle della biodiversità e della sovranità alimentare. Di particolare importanza le collaborazioni istituzionali (Regione Lombardia, Provincia di Bergamo, Promoserio, Comune e Pro Loco di Gandino, Distretto de Le Cinque terre della Val Gandino) ma soprattutto l’interazione con la Comunità Magda, realtà socio-sanitaria per il recupero e l’assistenza alle persone colpite da disturbi psichici e disagio mentale”.
Fulcro della rassegna sarà ancora una volta Palazzo Zilioli, elegante dimora storica con annesso parco nel centro di Gandino, sede della Comunità Magda. I saloni dell’antica limonaia ospiteranno fino a 250 commensali, accolti con piatti tipici a base di Mais Spinato: dai camisocc (ravioli di grano saraceno e radicchio) agli arrosti, alla novità dei capù (involtini con verze e ripieno, disponibili la sera del venerdì e il sabato a pranzo), dalle tradizionali Spinate alla torta Melgococca, senza dimenticare la birra Scarlatta e una ricca selezione di vini.
Nel parco secolare del palazzo sarà allestita un’area per aperitivi e degustazioni. Non mancheranno gli appuntamenti culturali: visite guidate alla Basilica e al Museo di Arte Sacra, oltre all’itinerario speciale del 4 ottobre alle 17.30 nel Convento delle Suore Orsoline, dove sono custodite la copia della Sindone realizzata nel progetto “Lino Val Gandino” e il saio reliquia di San Padre Pio.
Il programma prevede anche spettacoli musicali, come la serata “Back in Seventies” con il gruppo Take it Voices (25 settembre) e l’esibizione del gruppo “FolksVaghen” (3 ottobre) che unisce musica popolare e baghèt, l’antica cornamusa della bergamasca tipica della Val Gandino. Spazio poi a mercato agricolo, e tradizionale castagnata organizzata, nel pomeriggio del 4 ottobre, dal CAI Valgandino.
Ad aprire ufficialmente la rassegna sarà, giovedì 24 settembre, la presentazione del volume legato al contest “Reinventa il Mais Spinato di Gandino a tavola” del 2025. Le “Ricette d’Autore” realizzate dagli studenti saranno raccolte in un opuscolo in libera distribuzione. Un’iniziativa promossa dalla Comunità del Mais Spinato di Gandino nell’ambito delle collaborazioni con il Festival Nazionale Cerealia e la rete “Pueblos del Maiz”che unisce Bergamo e Gandino a Tucson (Arizona), San Antonio (Texas) e Merida (Messico). Al Contest hanno aderito Fondazione ISB – Torre Boldone e Caprino Bergamasco, Azienda Bergamasca Formazione – sedi di Clusone e Bergamo, Istituto Superiore San Pellegrino – San Pellegrino Terme, Istituto Politecnico Fondazione Ikaros – Grumello del Monte.
Prenotazioni per pranzi e cene via WhatsApp al numero 329.2548825.
Un’antica varietà di mais che arrivò nel borgo seriano di Gandino nel 1632 e che oggi, grazie ad un progetto di salvaguardia e valorizzazione, è stata riscoperta in tutte le sue qualità.
Gandino vanta un particolare primato: è stato il primo luogo in Lombardia a coltivare il Mais e dove di conseguenza fu cucinata la prima polenta gialla.
Divulgare e promuovere i valori immateriali che hanno caratterizzato la storia agro-alimentare, pastorale e territoriale della Val Gandino.
Lo scopo del progetto è promuovere da un lato rinnovate, diffuse competenze e dall’altro favorire la crescita di un turismo esperienziale che leghi luoghi, itinerari, ambiente, attività agricole ed enogastronomia.
Il Mais Spinato di Gandino oltre che per la polenta è indicato per dolci, biscotti, pasta e focacce a cui conferisce un sapore inconfondibile.
È la sostenibilità il motore di questo progetto che tocca a 360 gradi cultura, coltura, economia e turismo, coinvolgendo tutti gli attori parte di una filiera integrata.
scheda del mais spinatoScopri la storia del Mais Spinato di Gandino, a partire dai suoi chicchi e dalla crescita nei campi, fino al prodotto finito, grazie ai laboratori didattici organizzati dalla Comunità del Mais Spinato.
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